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| Percorsi Formativi > Secondo Studio |
LO STUDIO DEL PERSONAGGIO
Premessa
Fino alla seconda metà dell’Ottocento, il personaggio teatrale, modernamente inteso, è esistito quasi soltanto nelle teorie dei riformatori, nelle esperienze di qualche isolato sperimentatore e soprattutto nell’immaginazione di lettori e spettatori; ma non nella prassi del teatro materiale.
Su questo piano, esso compare e si afferma non prima della seconda metà del XIX secolo, sostanzialmente grazie all’avvento della regia. Ciò vuol dire che, se assegniamo al Novecento teatrale delle dimensioni più ampie di quello cronologico, facendolo iniziare con la rottura del Naturalismo e i primi esperimenti registici, il teatro del personaggio diventa un’acquisizione del nuovo secolo piuttosto che un’eredità del vecchio: diventa cioè il tentativo, di superare definitivamente il teatro ottocentesco del Grande Attore (come teatro delle parti e dei ruoli).
Ma perché il personaggio, per affermarsi come fulcro del lavoro teatrale, ha dovuto aspettare l’avvento della regia? La risposta è semplice (anche se spesso si è fatta molta confusione al riguardo): perché soltanto con l’avvento e la diffusione della regia, intesa naturalmente quale principio ordinatore della messa in scena, il teatro materiale arriva ad assumere in maniera generalizzata il testo drammatico come unità di misura e come fondamentale fattore di orientamento del processo creativo (il testo drammatico globalmente e unitariamente inteso, in quanto tale: opera creativa provvista di una sua inconfondibile fisionomia individuale e una sua irrinunciabile integrità materiale) e quindi arriva a trasformare le “parti” in personaggi veri e propri, cioè in entità biografiche fittizie, immaginarie, abitanti il mondo possibile della fabula drammatica ma provviste, esattamente come gli individui del mondo reale. di vita passata e presente e di ben precise caratteristiche fisiche e psicologiche, che tuttavia è il testo (con i suoi sottotesti) e soltanto il testo a indicare o almeno a suggerire (in precedenza invece, la “parte”, più e oltre che alla singola, specifica opera, faceva riferimento al ruolo, come sistema di definizione e classificazione delle dramatis personae antecedente al testo e indipendente da esso). Ulteriore conseguenza: il rapporto teatrale attore-personaggio è fin dalla nascita, nella seconda metà dell’Ottocento, un rapporto difficile, problematico, costitutivamente esposto a rotture e squilibri, continuamente minacciato da opposte soluzioni radicali che rischiano di dissolverlo, eliminando uno dei due termini.
Contenuti
Il corso prevede lo studio dei seguenti modelli:
- il lavoro dell’attore sul personaggio: Stanislavskij;
- lo studio del personaggio attraverso il modello della Commedia dell’arte;
- analisi delle principali avanguardie teatrali: V. Mejerchol’d, J. Grotwski, E. Barba, P. Brook in rapporto alla Commedia dell’Arte;
- lo studio del sottotesto: la drammaturgia dell’attore;
- elementi di acrobatica e ginnastica speciale.
Metodologia
Il progetto si propone di utilizzare metodi didattici che consentano:
- l’apprendimento delle indispensabili conoscenze teoriche;
- lo sviluppo delle capacità espressive attraverso l’esercizio del linguaggio verbale e non verbale;
- la scoperta e la gestione di nuove dinamiche espressive che favoriscono l’esplicazione delle potenzialità di ognuno, la collaborazione e la comunicazione;
- la trasformazione di stimoli visuali, audiovisivi, emozionali, letterari in parola scritta per il teatro, in idee per la realizzazione scenica;
- la conoscenza e l’analisi delle fasi di un allestimento teatrale e la verifica sul campo delle proprie acquisizioni;
- la sperimentazione e la verifica negli aspetti concreti delle proprie capacità metodologiche e tecniche dell’ “educare alla teatralità” contestualizzandole.
A tale scopo il corso si articola in:
1. lezioni teorico-operative;
2. esperienze guidate;
3. esercitazioni riguardanti: scrittura drammaturgia realizzazioni di azioni sceniche e animazione ludica;
4. visualizzazione e analisi di spettacoli e prove;
5. tirocini in ambito scolastico e socio-educativo.
Organizzazione
Il Secondo Studio si articola in moduli comprendenti una serie di lezioni teorico pratiche, esperienze guidate e tirocinio (esercitazioni in ambito scolastico ed educativo).
Le lezioni saranno tenute da docenti universitari e da professionisti appartenenti a diverse aree disciplinari.
La durata del progetto è relativa al grado di approfondimento scelto per ciascun modulo; la proposta standard consiste in:
- 330 ore circa di lezioni teorico pratiche e preparazione progetto;
- 20 ore circa di tirocinio;
Gli allevi parteciperanno inoltre a laboratori di educazione alla teatralità in fase di realizzazione in ambiti diversi.
Al termine del corso sono previste:
- un saggio finale (progetto creativo).
In relazione alle caratteristiche, ai bisogni e alle richieste dei partecipanti la durata ed il relativo approfondimento dei vari moduli saranno tra loro diversificati; alcuni moduli potranno essere sostituiti dall’ampliamento di altri.
Destinatari
Il Secondo Studio è rivolto agli allievi del Primo Studio.
Il numero programmato è di 30 max. partecipanti.
Durata
Le lezioni si svolgeranno il sabato mattina dalle ore 9,00 alle ore 13,00.
Periodo: Novembre 2009 - Ottobre 2010. |
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