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ISTITUTO di RICERCA
L'arte dell'attore e i linguaggi della comunicazione teatrale.
L'Arte come veicolo: un concetto filosofico
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L'arte dell'attore e i linguaggi della comunicazione teatrale.
L'Arte come veicolo: un concetto filosofico

ISTITUTO di RICERCA

L'arte dell’attore e i linguaggi della comunicazione teatrale.

L'Arte come veicolo: un concetto filosofico


Premessa

Il lavoro di ricerca si basa sul concetto grotowskiano di laboratorio e declina l’idea di teatro avendo come presupposto il progetto educativo di Jacques Copeau. Il teatro collocato nella dimensione dell’Educazione alla Teatralità si propone come attività sperimentale per la creazione di un nuovo modo di fare e concepire il teatro, dove la formazione del performer (ovvero l’attore-persona) avviene all’interno del laboratorio come luogo in cui è possibile comprendere quali sono gli strumenti a propria disposizione, migliorandoli grazie ad un processo conoscitivo ed esperienziale.


L'arte dell'attore nell'Arte come veicolo

L’arte dell’attore nasce dal rapporto del soggetto col mondo della creazione attraverso le arti espressive e da un’analisi e ad ampio raggio dell’uomo e del suo esistere, che intreccia connessioni tra uomo e corporeità, tra corpo ed emozione, tra movimento-corpo-parola e creatività. La creatività che diventa azione che è azione è legata, infatti, primo luogo, alla corporeità e al movimento. L’azione creativa rappresenta lo sviluppo di continui atti creativi che si susseguono nel tempo e nello spazio e riconduce a un concetto antropologico semplice, ma fondamentale: la relazione tra l’essere umano e il suo essere corpo in vita. 

L’arte come veicolo “genera” l’idea di un attore-persona definito performer, vero e proprio uomo di azione, nel senso di danzatore, musicista, attore, uomo totale, che compie una performance, un atto di donazione della propria completa personalità. L’azione che egli compie dunque non ha un cliché, non è una precisa azione-data che si compie solo ed esclusivamente nella completezza e nella perfezione fisica, essa prende forma a seconda della personalità dell’Io che la compie, dal momento che è intima e soggettiva. Nell’arte performativa così concepita, l’azione, la parola e il gesto diventano strumenti di indagine del proprio vivere e rappresentano un veicolo per la conoscenza di sé e per la relazione-comunicazione con l’altro.

L’Istituto di ricerca fonda la sua filosofia e la sua metodologia di ricerca sul sapere del corpo a partire dai fondamenti teorico-pratici della scienza dell’Educazione alla Teatralità. La prassi pedagogica di ricerca-azione (la quale ha come punto di riferimento le teorie dei registi pedagoghi e della pedagogia del Novecento) si propone di ricercare nei partecipanti un saper-fare teatro in relazione all’atto creativo, elemento centrale di una qualsiasi azione nell’ambito delle arti e delle discipline espressive e performative.


Obiettivi

Obiettivo dell'Istituto è la ricerca nell'ambito dell'arte dell'attore in relazione alla filosofia delll'Arte come veicolo. Si tratta di una sperimentazione di pratiche, percorsi, metodologie creative legate alla scienza dell'Educazione alla Teatralità.

I candidati sono persone con esperienza attivi nell'ambito delle arti espressive e performative e nell'ambito della teatralità (danza, musica, teatro, manipolazione dei materiali) in educazione, che dispongono non solo dell'interesse specifico ma anche delle possibilità creative e della determinazione necessaria a un lavoro fondato sulla ricerca e sulla sperimentazione.

Non si tratta comunque di una scuola. È piuttosto un istituto creativo di educazione permanente per artisti adulti, responsabili. L'arte dell'attore è qui veicolo dello sviluppo individuale.

Il training consiste, infatti, principalmente, nel lavoro creativo dell'attore-persona ovvero performer- uomo d'azione nel processo artistico espressivo dell'Arte come veicolo.


Gli obiettivi della ricerca sono:

- ricerca e sperimentazioni pratiche sulle varie forme di espressività umana che si manifestano nelle azioni e nelle relazioni vitali con altre persone;

- ricerca e sperimentazioni pratiche sulle condizioni in cui l'uomo, interagendo con gli altri, potrebbe agire sinceramente, con tutto se stesso, liberando così l'intero potenziale della propria personalità e mettendo in pratica i propri bisogni creativi;

- ricerca e sperimentazioni pratiche sulle forme di contatto che permetterebbero di ritrovare e rafforzare il senso e il valore della vita attraverso un vivo legame interpersonale;

- ricerca ed esame pratico di quella forma d'arte chiamata performance-progetto creativo, al di fuori della distinzione tradizionale fra colui che guarda e colui che agisce, fra l'uomo e la sua opera, fra un ideatore e un destinatario.


Le attività di ricerca

Nell'ambito dell'Istituto lavorano le seguenti strutture operative:


Laboratorio di teoria e di analisi:

riflessioni su tematiche al confine tra arte e vita; i linguaggi della comunicazione teatrale nella relazine interpersonale; analisi dei personali bisogni creativi dei partecipanti; cicli di incontri seminariali.


Laboratorio degli incontri di lavoro:

il laboratorio della comunicazione teatrale e umana (la teatralità) come elementi di ricerca nella formazione della persona. Si svilupperanno cicli di lavoro sui linguaggi: il linguaggio verbale e vocale, il movimento creativo e della danza, la scrittura creativa-teatrale e la narrazone; la manipolazione dei materiali, il linguaggio dello spazio, il linguaggio musicale.

I punti di partenza, l'azione e le azioni, la pedagogia dell'atto creativo, le forme di espressione individuale e di gruppo; una ricerca volta a rintracciare nell'uomo la sua attitudine creativa individuale.


Laboratorio di scienze teatrali:

consultazioni destinate a critici e studiosi; collaborazione con centri di studi teatrali; incontri e riflessioni con professionisti di altri settori (filosofi, psicologi, sociologhi, pedagogisti, esperti di altri settori artistici, ecc.)


Laboratorio di collaborazione con le discipline psico-pedagogiche:

sperimentazioni nell'ambito del lavoro in gruppo con applicazione in ambito educativo; collaborazione con centri educativi, nonché con gli specialisti che rivolgono all'Istituto richieste di collaborazione in tal senso.


Laboratorio di metodologia dell'evento:

la costruzione di un «Evento» con la progettazione di azioni e di improvvisazioni; a seconda delle necessità della ricerca non si esclude che il lavoro potrebbe portare alla formazione di una performance e quindi al confronto con un più vasto gruppo di persone esterne e con una platea aperta.


Studio internazionale:

programma di lavori in gruppo per gli stagisti stranieri interessati ad approfondire le conoscenze riguardo l'Educazione alla Teatralità; le attività si svilupperanno durante il corso dell'anno e prevedono sia momenti teorici sia corsi pratici.


Destinatari

L’Istituto di ricerca si rivolge a operatori culturali, operatori socio-culturali, educatori alla teatralità, educatori professionali, socio-assistenziali, insegnanti di ogni ordine e grado, operatori del campo teatrale, di arti espressive e performative (attori, registi, danzatori, musicisti, artisti); laureati e studenti universitari che abbiano interessi professionali nel campo teatrale ed educativo.

L’Istituto richiede ai partecipanti un contributo attivo nella ricerca, nell’elaborazione e nello sviluppo del percorso stesso.


Organizzazione

L’Istituto di ricerca sviluppa le proprie attività tutto l'anno, con cicli di lavoro annuali da settembre a settembre e con una pausa estiva; gli incontri hanno luogo secondo un calendario concordato con il gruppo di lavoro.

La frequenza è obbligatoria.

L’ammissione all’Istituto di ricerca, ad opera del Direttore Artistico, avverrà sulla base di:

· una valutazione del curriculum vitae del candidato;

· un colloquio individuale, mirato ad accertare motivazione e attese in relazione al percorso da parte del candidato.





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